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Paolo e Tiziana
Dal 1876

Ieri e oggi

Nel 1876 apriva i battenti il Leon D'Oro, divenuto in pochi decenni uno dei cuori pulsanti di Romans d'Isonzo. Tra i suoi tavoli, nel 1882, fece l'ultima sosta Guglielmo Oberdan. La gestione restò a lungo familiare — Tiziana da bambina vi giocava tra le gambe delle zie — fino al 2000, quando il locale venne dato in affitto. Quando nel dicembre 2019 le luci si spensero, molti temettero la fine di un'epoca. Invece, nel 2020, Tiziana e Paolo decisero di rilevare villa e terreni. Nonostante la pandemia, non tornarono indietro: dopo tre anni di restauro, nel 2023 Villa Latina ha riaperto. Oggi il Leon D'Oro è di nuovo un luogo vivo, dove la tradizione incontra una tenuta in crescita — vigneto, uliveto e orto — per scrivere insieme il prossimo capitolo.
Loro

Progetto e futuro

Tiziana e Paolo conducono oggi l'attività attraverso la Borgoviola Srl, un progetto che unisce la ristorazione alla terra circostante. Il vigneto in crescita, l'uliveto di circa tre ettari, gli orti e il frutteto alimentano una filosofia campo to table, con l'obiettivo di raggiungere l'autosufficienza agricola per la cucina del Leon D'Oro. Ma l'ambizione non si ferma al piatto: la villa del Settecento, con i suoi cinque strati di pitture e il vecchio granaio, è destinata a diventare uno spazio di comunità aperto a eventi culturali e iniziative locali. Investire in un patrimonio così significativo nel pieno della pandemia ha richiesto coraggio; oggi quella scelta si traduce in un futuro concreto per Romans e per tutta la provincia di Gorizia.
Foto antiche
una passione che continua

in famiglia

La storia del Leon D'Oro è intrecciata con quella della famiglia di Tiziana fin dall'inizio del Novecento, quando le "zie" — in realtà zie del padre — gestivano il locale trasformandolo in un polo di ristorazione radicato nel territorio. Per Tiziana quel porticato, quei tavoli e quel profumo di cucina erano casa, un luogo dove crescere circondata da una ospitalità genuina e da una rete familiare che sapeva trasformare ogni ingrediente locale in un piatto della tradizione. Quando nel dicembre 2019 le luci del Leon D'Oro si spensero, molti a Romans d'Isonzo ebbero la sensazione che un pezzo della propria identità stesse svanendo. Ma dietro quella chiusura si celava una nuova attesa: Tiziana e Paolo avevano già deciso di riprendere in mano il destino del locale. Nel 2020, nel cuore della pandemia, hanno acquistato l'intero complesso — villa, annessi agricoli e terreni circostanti — dando vita alla Borgoviola Srl. È stata una scelta coraggiosa, perché investire in un'attività legata all'ospitalità in un momento di totale incertezza sembrava una scommessa quasi impossibile. Eppure hanno creduto nel progetto e non sono tornati indietro. I lavori di restauro, affidati allo studio Riabiz, sono iniziati nel 2023 e hanno interessato ogni angolo della villa fine Settecento: dagli intonaci a calce portati a vista agli architravi di rinforzo, dai cinque strati di pittura conservati con cura alla riscoperta del vecchio granaio, che per decenni aveva ospitato il primo cinema del paese. Ogni scelta architettonica è stata guidata dal rispetto per la memoria del luogo, senza mai perdere di vista una visione moderna e proiettata al futuro. Oggi la rinascita del Leon D'Oro passa anche attraverso la terra. Vigneto, uliveto, orto e frutteto circondano la villa e alimentano una filosofia "campo to table", con l'obiettivo di raggiungere progressivamente l'autosufficienza agricola per la cucina del locale. Accanto ai salumi e ai formaggi selezionati, al cotechino e al frico, la proposta gastronomica si arricchisce ogni stagione di nuovi piatti caldi che reinterpretano le eccellenze del territorio. Ma Borgo Viola non è solo ristorazione. Tiziana e Paolo immaginano Villa Latina come uno spazio aperto alla comunità, capace di ospitare eventi culturali, incontri pubblici e iniziative promosse dalle associazioni locali. Un luogo dove la storia non è relegata ai libri, ma continua a vivere tra i tavoli, le botti e le stanze che hanno visto passare generazioni. Una passione, quella per l'ospitalità e per la propria terra, che davvero non conosce fine.
Cipressi stilizzati